Rabindranath Tagore
Bene, dagli “indiani” d’America passiamo agli indiani dell’India, e siccome i nostri progetti, come sapete, lavorano silenti, intanto cogliamo l’occasione per parlarvi di questo personaggio e farne una piccola “recensione”, da inserire nella nostra nuova Libreria MelaCandela.
Rabíndranáth Thákhur (Tagore anglicizzato), bengalse, nato a Calcutta il 6 maggio 1861 e deceduto nel 1941, è stato un personaggio molto importante dell’India e non solo. Scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo, proveniente da una famiglia molto ricca e da un famoso padre bramino, Tagore si dedicò nella sua vita a diverse forme d’arte, fra cui anche musica e pittura (compose l’inno nazionale indiano Jana Gana Mana), e di altruismo contribuendo anche alla costruzione di strade, ospedali, comuni e di un’università.
Nel 1913 fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura e la sua fama valicò, nel corso di tutto il suo operato, i confini di tutto il mondo, fino ad essere tradotto in decine di lingue. Centinaia saranno poi le sue opere ed è inutile in questa sede citarle o consigliarne una in particolare. Certo, alla Mela e alla Candela, piaceva in questo articolo soffermarsi sul Tagore poeta dagli infiniti versi. Rabrindranath canta l’amore; porta con sé un profondo senso di religiosità; descrive i dubbi e muove grandi questioni, insomma tratta molti dei grandi temi dell’umanità. La sua forma è gentile e sicuramente dalle sue creazioni traspira l’invito a rispettare se stessi e tutto il circostante. Gran parte delle sue poesie non sono qualcosa di “complicato” pensate per un pubblico specifico ed esperto, ma si leggono facilmente e facilmente lasciano la loro impressione.
Come molti grandi personaggi, il cammino di Tagore e anche gran parte del suo lavoro possono lasciare spazio a divergenti opinioni e a caratterizzazioni a tutto campo che prevedono anche un suo stato d’animo spesso fin troppo agitato, ad esempio. Ciononostante noi consigliamo, a chi voglia, di leggere qualche sua raccolta di poesie, a scelta, (in Italia pubblicate da diverse case editrici). Di fronte a questo mare magno, volevamo poi riportare tre piccole citazione prese andando a spasso fra i suoi libri…:
“Vorrei poter viaggiare per la strada che attraversa la mente del bambino
e fuori oltre tutti i confini;
dove messaggeri recano novelle senza scopo fra i reami di re di nessuna storia;
dove la Ragione fa aquiloni delle sue leggi e li fa volare,
e la Verità libera i fatti dalla sua schiavitù”
Rabindranath Tagore
“Qualcuno rovesciò il calamaio sulla tela.
Ora si vanta: ‘Ho dipinto la notte’.”
Rabindranath Tagore
“Sognai, e vidi che la vita è gioia;
mi destai, e vidi che la vita è servizio.
Servii, e vidi che nel servire c’è gioia.”
Rabindranath Tagore
…
Al 30 ottobre, fra pochi minuti 31, la mela e la candela si crogiolano sulle recenti e da poco passate novità e lasciano trascorre il tempo… (ovvero: siamo sempre troppo impegnati, ma presenti.) A presto!
Ci risiamo!!!
Ecco ancora una nuova proposta grafica per la lunga saga melacandela….
LIBRERIA MELACANDELA – “Recensioni” – Seppellite il mio cuore a Wounded Knee!
Un saluto a tutti! Ecco un’altra grane novità! Nasce una nuova sezione intitolata “Libreria MelaCandela”, dove “recensiremo” nel tempo una serie di opere legate al nostro gusto. Siamo molto entusiasti e al tempo un po’ scettici, insicuri come al solito di fronte ad un prima esperienza sul futuro del suo risultato. Andrà bene? Facciamo bene, facciamo male? La Mela e la Candela, come al solito ci provano. In giro per Internet esistono oramai migliaia di spazi dedicati alle recensioni di film, libri, musica e quant’altro, ora anche noi avremo il nostro. Quando parliamo di “recensioni” fra virgolette, per noi non significa affatto investirci di un ruolo di critici od esperti che sicuro non calza nelle nostre misure.
Dunque, fra i tanti argomenti di questo blog che ruotano tutti intorno alle nostre opere letterarie, parlare e condividere con voi le impressioni ricevute da alcuni libri letti durante il nostro cammino, è un modo solamente per “fare due chiacchiere”. Dunque, di tanto in tanto “recensiremo” un libro (o perchè no un film), dove se vi saranno opinioni saranno del tutto a titolo personale. Ciò che veramente vogliamo sottolineare è che noi:
1) Non vogliamo ergerci a critici, poiché non lo siamo.
2) Non intendiamo assolutamente fare alcuna pubblicità specifica su un determinato prodotto di cui noi non siamo gli autori, non prendiamo guadagni, né abbiamo alcun ruolo specifico nelle competenze di mercato.
3) Gli eventuali giudizi sono puramente da intendersi come opinioni personali, e perciò sancite dal diritto di libertà.
4) Comprare o meno un determinato prodotto da noi “recensito” (per quanto il nostro discorrerne sia una forma indiretta di pubblicità) è altrettanto una libera scelta dei nostri visitatori che non devono sentirsi in nulla costretti né spinti a compiere.
Detto questo, un’introduzione dovuta, passiamo alla nostra prima “recensione”. La candela ha scelto questo libro di cui parlarvi perché in qualche modo l’aveva già introdotto nel post I Siux. I libro si intitola “Seppellite il mio cuore a Wounded Knee” (1970), di Dee Brown (1908-2002), Mondadori editore. Considerato uno dei più apprezzati storici del “West” della storia americana, Dee Brown è autore di molte opere, fra cui “Bury My Heart at Woundend Knee” ( titolo originale), che risulta forse quella di maggiore fama. Dal 12 ottobre 1492, data della “scoperta” dell’America, fino al 29 dicembre 1890, data della strage di circa trecento Miniconjou (due terzi dei quali donne e bambini) avvenuta presso la valle e il fiume chiamati Wounded Knee (Chankpe Opi Wakpala, la stessa valle dove poco tempo prima, in un luogo segreto, i familiari di Cavallo Pazzo avevano seppellito il suo cuore); e in particolare soffermandosi sul trentennio 1860-1890, quello della così detta “soluzione finale” del problema indiano; Dee Brown tratteggia a grandi linee, facendo parlare per la prima volta i diretti interessati, i grandi capi e i guerrieri più prodi, lo sterminio di innumerevoli milioni di Nativi americani.
Tanto per citare qualche cifra, diversi storici a prescindere da Dee Brown hanno stimato che nel 1500 erano presenti circa 80 milioni di abitanti nel territorio del Nuovo Mondo. Cinquant’anni dopo, 1550, ne erano sopravvissuti solo 10 milioni, sterminati da guerre (anche intestine, ma quasi sempre “aizzate” dai conquistatori) e malattie. Stime più caute ad opera degli Americani, basate solo sulla quarantina di guerre dal 1775 al 1890, testimoniano circa 53.000 morti ufficiali, senza contare, ad esempio, quelli delle riserve.
Così Dee Brown menziona nella sua opera decine di popolazioni ormai dimenticate e sterminate, come i Pequot, i Narragansett, gli Shawnees, soffermandosi in particolare sulle grandi battaglie e sui grandi personaggi. Siux, Cheyenne, Navaho, Arapaho, Apache, Nez Percès, Ute, Kiowa. Nuvola Rossa, Cavallo Pazzo, Kociss, Piccolo Corvo, Capitan Jack, Orso In Piedi, Geronimo, Naso Aquilino, Manuelito, Wovoka. Lo sterminio sul fiume Sand Creek, l’ivasione del fiume Powder, la guerra per difendere i Black Hills e quella per difendere il bisonte, la “battaglia dei cento uccisi” e la sconfitta di Little BigHorn.
Contemporaneamente, Dee Brown ci racconta i grandi generali, come Custer o“Tre Stelle” Crook, con le loro storie anche personali, e quelli meno grandi e più spietati come il colonnello Chivington o il colonnello Sheridan, il quale pronunciò la celebre frase “Gli unici indiani buoni che abbia mai visto erano morti” rivolto al capo dei Comanche Tosawi che andava ad arrendersi.
Brown, ci narra ancora il capitolo oscuro delle riserve, dei processi famosi, e delle varie leggi del paese Americano che si andava creando e ingrandendo, compresa la guerra fra Nordisti e Sudisti. Ci racconta delle decine di trattati stipulati con gli indigeni, tutti violati e spesso fatti firmare con inganni e raggiri (la maggioranza degli “indiani” non sapeva affatto leggere l’inglese).
In tutto il libro, scritto sotto forma di saggio e in maniera concisa (per quanto un po’ romanzata), Dee Brown cerca di essere il più imparziale possibile, non tralasciando gli spietati atti di vendetta condotti dai nativi o le piccole cessioni dell’uomo bianco in favore dei suoi nemici. Ciononostante è forse difficile non restare indignati (a dir poco), man mano che si prosegue nella lettura.
La mela e la candela consigliano però libro a chiunque voglia farsi un’idea più precisa su una parte fondamentale della storia di quella che oggi è una delle nazioni più potenti al mondo. Il libro contiene per sua natura anche la descrizione molto cruda, (per quanto a nostro avviso “sopportabile”) di alcuni stermini (come le mutilazioni avvenute al Sand Creek da parte delle Giacche Blu e l’imitazione che ne fecero i nativi tempo dopo). Per il resto, noi vi riproponiamo una delle tante citazioni delle parole dei grandi personaggi nativi che Dee Brown presenta all’inizio di ogni suo capitolo:
“Ho sentito dire che intendete metterci in una riserva vicino alle montagne. Io non voglio andarci. A me piace scorrazzare nelle praterie. Lì mi sento libero e felice, ma quando ci stabiliamo in un posto diventiamo pallidi e moriamo. Ho messo da parte la lancia, l’arco e lo scudo e tuttavia mi sento sicuro di fronte a voi. Vi ho detto la vertità. Io non ho piccole bugie nascoste sul mio conto, ma non so come stanno le cose con i commissari. Sono essi chiari come lo sono io? Molto tempo fa questa terra apparteneva ai nostri padri; ma quando risalgo il fiume vedo accampamenti di soldati sulle sue rive. Questi soldati tagliano i miei boschi, uccidono i miei bisonti, e quando vedo queste cose mi si spezza il cuore; mi sento triste… L’uomo bianco è diventato forse un bambino che uccide senza riflettere e non mangia? Quando gli uomini rossi uccidono la selvaggina, lo fanno per poter vivere e non patire la fame”.
Satanta, capo dei Kiowa.
Rimosse Playlist, nuova playlist video.
Rimosse le due playlist create dalla Mela e dalla Candela perchè non più funzionanti, cercheremo di trovare un’altra valida alternativa…. Per ora vi rimandiamo alla nostra playlist di youtube…
Suggerimenti di scrittura creativa – “Giustifiazione” del testo.
Dopo la particolare parentesi dell’ultimo post su cui abbiamo voluto soffermarci, riprendiamo, come annunciato, il nostro percorso. Quanta carne al fuoco!!! E povera carne!!! Siccome, però, avevamo promesso una serie di novità (due stroie sono già state aggiunte….), come vedete abbiamo deciso anche noi di “bombardarvi”. Questo post è un po’ lungo, anche se il concetto è piuttosto breve. Aggiungiamo dunque un nuovo “consiglio” di scrittura creativa, che va a proseguire uno dei tanti progetti sviluppati in parallelo su questo blog. L’aver messo tutte le nostre opere in PDF, ci ha fatto notare alcune sviste del passato e, mentre noi faremo nostra culpa e rimedieremo (con calma) a queste piccole sviste, ne approfittiamo per aggiungere questa nuova “lezione di scrittura creativa”, ricordando sempre che noi non siamo dei professori e quindi non abbiamo nulla da insegnare a nessuno.
Eravamo rimasti all’idea che sta dietro ogni storia. Questi nuovi consigli riguardano invece la “Giustificazione” del testo di una storia, facendo un salto in avanti ed occupandoci della forma in cui si scrive un testo. Con questo termine “Giustificazione” (non sappiamo con certezza se appropriato o meno a quello che vogliamo dire), in questo post intendiamo riferirci a tutta una serie di consigli su come impostare il testo, le pagine e le frasi, per quanto riguarda:
1) La durata delle varie “scene” circoscritte da un punto, ossia ogni quante frasi andare a capo dopo di un punto.
2) I dialoghi, (punteggiatura e ripresa della frase).
Diciamo dunque che, a prescindere dal contenuto, la forma di scrittura, sia da un punto di vista puramente visuale, sia per migliorare la sua fruizione, deve seguire o almeno tenere presente certe regole. La maggior parte di questi consigli sono poi liberi per un’interpretazione basata sul gusto personale.
1) Ogni quanto andare a capo dopo un punto
Es: frasi brevi, una riga e poi a capo; oppure scene medie, cinque sei righe e poi capo; oppure scene lunghe mezza o una o addirittura due pagine.
a) Sempre a capo:
Mi ricordo quel giorno pieno di scommesse.
Scommesse sulla vita, scommesse sulla morte.
Scommesse su tutto il mio destino.
Allora saremmo dovuti andare a finire presto in quel girone infernale, in quella casa piena di lutti e miserie, di morte, e di fame.
Ci scocciava saperci così: inermi al destino degli uomini e alla sua forza.
Piccoli uomini, ci avrebbero potuto chiamare “povere anime”!
Chissà forse, ci avrebbero dovuto chiamare proprio così, noi dannati testardi sempre in cerca di nuove pene, di nuovi guai a cui soggiogare i nostri fili, quei fili invisibili che legano le nostre anime al limbo: pronti a cadere a destra o a sinistra, pronti a cadere giù, nell’inferno di quella casa.
b) Lunghezza media:
Mi ricordo quel giorno pieno di scommesse.Scommesse sulla vita, scommesse sulla morte.
Scommesse su tutto il mio destino.Allora saremmo dovuti andare a finire presto presto in quel girone infernale, in quella casa piena di lutti e miserie, di morte, e di fame. Ci scocciava saperci così: inermi al destino degli uomini e alla sua forza. Piccoli uomini, ci avrebbero potuto chiamare “povere anime”!
Chissà forse, ci avrebbero dovuto chiamare proprio così, noi dannati testardi sempre in cerca di nuove pene, di nuovi guai a cui soggiogare i nostri fili, quei fili invisibili che legano le nostre anime al limbo: pronti a cadere a destra o a sinistra, pronti a cadere giù, nell’inferno di quella casa.
c) Abbastanza lungo
Mi ricordo quel giorno pieno di scommesse. Scommesse sulla vita, scommesse sulla morte. Scommesse su tutto il mio destino. Allora saremmo dovuti andare a finire presto presto in quel girone infernale, in quella casa piena di lutti e miserie, di morte, e di fame. Ci scocciava saperci così: inermi al destino degli uomini e alla sua forza. Piccoli uomini, ci avrebbero potuto chiamare “povere anime”! Chissà forse, ci avrebbero dovuto chiamare proprio così, noi dannati testardi sempre in cerca di nuove pene, di nuovi guai a cui soggiogare i nostri fili, quei fili invisibili che legano le nostre anime al limbo: pronti a cadere a destra o a sinistra, pronti a cadere giù, nell’inferno di quella casa.
2) I dialoghi
a) per quanto riguarda la punteggiatura ossia le virgolette, potete scegliere fra:
“Ciao, come stai?”
- Ciao, come stai?
Solitamente i punti interrogativi ed esclamtivi vengono messi prima delle doppie virgolette, il punto semplice dopo:
“Ci vediamo dopo”.
Ma anche
“Ci vediamo dopo.”
(per quanto alcuni word lo segnino come errore, a mia modista opinione si può fare).
b) Se è presente una descrizione in mezzo ad un dialogo bisogna mettere il trattino (volendo una virgola):
“Ciao, come stai? – disse l’uomo in mezzo alla strada – Ci vediamo dopo”.
- Ciao, come stai? – disse l’uomo in mezzo alla strada – Ci vediamo dopo.
c) Ovviamente la descrizione può non necessariamente riprendere il dialogo:
d) Solitamente, dopo il dialogo o la sua descrizione si va a capo (indipendentemente dalla scelta delle virgolette o dal trattino):
“Ciao, come stai?” – disse l’uomo in mezzo alla strada.
Allora io presi la mia valigia, in quella strada così solare, illuminata dall’alba di un nuovo giorno.
e) Volendo, si può anche continuare di seguito:
“Ciao, come stai?” – disse l’uomo in mezzo alla strada. Allora io presi la mia valigia, in quella strada così solare, illuminata dall’alba di un nuovo giorno. E il vento fischiava come fosse una musa.
f) Lo stesso discorso vale prima del dialogo:
E lui disse:
“Ciao come stai?
oppure
E lui dise: “Ciao, come stai?”
3) Conclusione
Sull’affidabilità di questa lezione non ci metterei proprio le mani sul fuoco (non ho controllato, ad esempio, se scrivere il punto prima delle virgolette è un errore completamente inaccettabile o no, anche se io personalmente uso più questa forma). Ma tutta questa pappardella l’ho fatta al solo scopo di dare il seguente consiglio (che per molti è quasi un must):
Fate attenzione nella vostra storia a scegliere UN SOLO modo, (quello che preferite) ed usate solo quello per tutta la narrazione.
Se ad esempio decidete di usare le virgolette “” per i dialoghi, allora ogni dialogo dovrà avere le virgolette. Non fate un dialogo che inizia con le vorgolette e un altro che inizia con il trattino. Così se il punto semplice lo mettete fuori dalle virgolette, deve essere sempre così, non ogni tanto fuori ogni tanto dentro. Se decidete che dopo un dialogo o la sua descrizione andate a capo, andate sempre a capo per ogni dialogo. Se decidete di avere un lunghezza media dei vari periodi, o scene, o come volete chiamarli, attenetevi sempre a quella. Potete, ad esempio anche decidere di fare scene lunghe cinque o sei righe e poi mettere ogni tot, una frase, quella per voi più importante, isolata su un solo rigo.
Il consiglio è dunque questo: cercate di essere coerenti con il vostro stesso stile di scrittura (a meno che, ovviamente non rappresenti l’incoerenza…)
Infine un esempio in cui non si mantiene un unico “stile” (anche se non lo leggete basta solo guardarlo da lontano):
Mi ricordo quel giorno pieno di scommesse.
Scommesse sulla vita, scommesse sulla morte. Scommesse su tutto il mio destino. Allora saremmo dovuti andare a finire presto presto in quel girone infernale, in quella casa piena di lutti e miserie, di morte, e di fame.
Ci scocciava saperci così: inermi al destino degli uomini e alla sua forza.
Piccoli uomini, ci avrebbero potuto chiamare “povere anime”! Chissà forse, ci avrebbero dovuto chiamare proprio così, noi dannati testardi sempre in cerca di nuove pene, di nuovi guai a cui soggiogare i nostri fili, quei fili invisibili che legano le nostre anime al limbo: pronti a cadere a destra o a sinistra, pronti a cadere giù, nell’inferno di quella casa.Certo, da un’altra parte, se fossimo stati su un isola caraibica, il nostro destino sarebbe stato un altro. Avremmo mangiato, riso e scherzato.Avremmo conquistato belle ragazze, bionde, brune more.
Ci sarebbe stato da mangiare tanto da mangiare.
Ed avremmo cantato le canzoni di festa e di gioia. Saremmo vissuti in una villa per noi una raggia.
Ci sarebbe stato il sole tutto il giorno, e tu mi avresti chiesto:
- Ciao, come stai? Ed io ti avrei risposto:
“Ciao, io sto bene.”
Straboccando dalla gioia di gioire, i nostri cuori, felici.
Ombre danzanti, e tu avresti detto: – Allora ci vediamo. Per quanto possa sembrare tutto questo stonatao. Chissà.
“Sì” , ti avrei risposto – Ci vediamo ora e per sempre!
E la casa sarebbe scomparsa, l’inferno sarebbe scomparso, il nostro destino sarebbe mutato.
Un saluto a tutti dalla Mela e dalla Candela e scusate tutta questa nostra “saccenteria”. A presto!!!
“BOMBARDANO” LA LUNA!!!
Un saluto a tutti. Solitamente la Mela e la Candela non si occupano di notizie di “attualità”, poiché questo blog, come sapete ha altri scopi e altre direzioni. La notizia citata in questo titolo, però, è così particolare che (oltre a ricollegarsi a molte nostre opere…n.b.) non abbiamo potuto fare a meno di riportala. E’ infatti certo che Venerdì 9 Ottobre 2009, ore 10.30 (ora Italiana) la NASA, dai centri di controllo di Cape Canaveral, per concludere la missione denominata Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (Lacross), “BOMBARDERA’” LA LUNA. Per essere più precisi, la Nasa lancerà il missile chiamato Centaur all’interno di uno dei crateri situati presso il polo sud della Luna. L’impatto del missile, come una trivella, dovrebbe scavare un cratere di almeno quattro metri di profondità e una ventina di larghezza. L’obbiettivo della missione è quello di compiere un “carotaggio”, ossia subito dopo l’impatto la navicella Lacross attraverserà la nuvola di polvere e detriti causata dall’impatto stesso allo scopo di raccogliere materiale che verrà analizzato sulla Terra. Tutto ciò sarà fatto allo scopo di trovare la conferma che questi detriti contengano resti di ghiaccio o vapore, in parole povere: per cercare la testimonianza di ACQUA sula Luna. Affinché il passo successivo possa essere la sua colonizzazione. Una nota importante di tutta la faccenda è anche il “Trattato sullo spazio extra-atmosferico (Outer Space Treaty)” ratificato intorno alla metà di questo secolo dall’ONU, contro il quale questa operazione potrebbe andare a porsi in quanto modificherà in qualche modo l’ambiente spaziale, e creerà un buco nella luna stessa (piena comunque di “buchi” naturali causati dalla rotta di diversi asteroidi), la quale è stata definita “Res Comune”. Ossia la Luna appartiene di diritto a tutta la popolazione della Terra.
Cosa dire? Noi un’opinione personale ce l’abbiamo, e ieri al posto di queste parole che state leggendo l’abbiamo di getto espressa. Oggi, invece, a mente forse più fredda, abbiamo invece deciso di lasciare questo compito solo alle nostre storie, come si conviene al nostro blog. Ovviamente, voi siete liberi di dire la vostra.
Sulla luna, dunque, abbiamo già scritto molte storie (“Il Grande Sogno” ha, fra parentesi, il medesimo argomento di questa informativa come trama portante nella sua seconda parte…), e ai nostri visitatori, che saranno liberi di controllare da fonti più accreditate questa notizia (noi non siamo un giornale) se un eventuale interessamento volesse fargli approfondire l’argomento, dedichiamo il seguente racconto, “Uno dei miei preferiti”, a detta del suo autore, la Candela. A presto!!!
(il termine “bombardare”, messo fra virgolette, non è proprio dell’azione che verrà compiuta il 9, anche se può rendere bene l’idea ed è lo stesso che le fonti da cui è tratto questo post citano)
Piccola novità: da oggi tutte le storie della mela e della candela presenti su questo blog hanno (e/o avranno) una versione in PDF (prima o dopo il titolo della storia stessa nella sua pagina di riferimento). Ci auguriamo che questo possa contribuire a facilitare la vostra lettura. A presto!
I Siux
Bene, in realtà non siamo ancora pronti per un rientro in grande stile, anche se, come già detto fino alla noia, ci stiamo preparando! E’ il tempo però di un nuova storia, di una storia inedita, e con questo chi ci segue già da tempo sa che intendiamo una storia non pubblicata in nessuno dei nostri lavori, ma scritta e divulgata solo per e su questo blog. Se ancora ci preme il dubbio che la nuova grafica di questo blog non rappresenti appieno le nostre volontà e possa, chissà, non risultare troppo gradita ad alcuni visitatori che faticano a leggere storie alle volte un po’ lunghe, rimanderemo la questione a poscia per immergerci come in un tuffo in questa nuova piccola avventura della Candela….
…Tornato dalle vacanze estive, ho avuto modo e forse il coraggio di andarmi a ripescare un caro ed antico libro che più volte mi ero ripromesso di leggere. Quindi, ispirato dalla lettura ho scritto di getto questa mia piccola storia, il cui argomento si evince dal titolo di questo post. Ho scritto “Siux” perchè mi è sembrato più appropriato di “indiani d’America. D’altronde i “pellerossa” non erano nè Indiani, nè esitava ancora l’America quando li “scoprirono”, (nè avevano ho hanno mai avuto la pelle completamente “rossa”).Dunque l’argomento è il “Western”, ambiente che ha sempre popolato le mie letture e la mia immaginazione sin da quando ero piccolo. Chissà se un giorno riuscirò mai a scrivere qualcosa di più completo su questo argomento!? Per ora finisco le chiacchiere e vi lascio al mio Rosso e Nero che vedrà anche una nuova forma di lettura su questo blog: alla versione normale sarà allegato anche un PDF.
Kora
Va bene, in attesa delle nuove opere della mela e della candela, la candela, per l’appunto, ha deciso di postare questo video. Già in precedenza su questo blog sono apparsi video apparentemente “non letterari”. E’ il caso dei fumisterie o degli smile carucci, ad esempio, ma sempre video legati a noi. Dunque, per chi non lo sapesse, la Candela ha da poco (settembre) iniziato a studiare questo strumento, la Kora, un “arpa africana”, per dirla alla spicciola. Uno strumento sicuramente fantastico e misterioso, quanto straordinario. Ecco dunque, che nell’attesa di novità, navigando su questo blog, potete vedere ed ascoltare Madya Diabete, un illustre rappresentate di questo strumento e di tutta una cultura assai affascinante. In giro troverete altri video, noi come al solito rimandiamo ai link ufficiali, come il myspace di Madya oppure il T.P Africa (già apparso fra i nostri link). Insomma è tutto e…buon ascolto (a proposito, è Madya l’nsegnate della Candela per la kora…)!!!!
Piccolo aggiornamento…!!!
Un saluto come sempre a tutti e poche parole per ricordarvi che noi ci siamo sempre e continuiamo a pensare a questo blog, anche se di novità, da quando abbiamo riaperto i primi di settembre non se ne sono ancora viste. Arriveranno, arriveranno, anche se non subito, purtroppo! Sin da questa estate però, abbiamo riscontrato un piccolo incremento di visite a questo blog, cosa che ci ha fatto ovviamente molto piacere e segno che queste pagine hanno e continuano ad ospitarte ogni giorno nuovi ospiti. Ovviamente ringraziamo tutti quelli che si diletlano a seguire le nostre opere e rassicuriamo vecchi e nuovi visitatori, la cui pazienza sarà sicuramente premiata. A presto!
melacandela
Siamo Tornati!!!! E un Benvenuto straordinario a Cristiano!!!!!!!!
Ciao a tutti!!!
Come promesso dopo le meritate vacanze (non di tutti purtroppo) siamo di nuovo qui, contenti di avervi ancora con noi e ringraziandovi per tutto il sostegno dato durante i calorosi mesi passati.
Anche se non ci siamo veramente mai allontanati da questo amatissimo blog, siamo pronti a ripartire, in sordina, però. Ecco dunque la prima un po’ trista notizia. Sono infatti ancora troppi gli affanni e i capogiri che ci stanno impegnando, dunque sì, ci siamo, ma ripartiremo con calma. Ovviamente questo è solo un piccolo pronostico che speriamo possa migliorare fin dai prossimi giorni, ma se così non dovesse essere sappiate che molti sono i lavori in cantiere che aspettano solo una condivisione e sicuramente troveranno il momento opportuno per essere presentati.
Non aggiungiamo altro, se non un calorississimo benvenuto a Cristiano, di cui, questo è certo, parleremo più in là.
A presto!!!
PAUSA ESTIVA!!!
Ebbene, diciamo che la notizia è moooltooo ufficiosa e quasi sicuramente ufficiale. Da quando questo blog è nato questo inverno, ha suscitato comunque un grande riscontro coinvolgendo sempre più noi e voi in questo straordinario viaggio. Anche se la Mela e la Candela dovranno attendere ancora un poco prima di andare in pausa vera e propria, ultimamente gli impegni che li stanno sovraccaricando gli impediscono di dedicare tutta l’attenzione necessaria a queste pagine.
Dunque, lo affermiamo più solennemente: ANDIAMO IN PAUSA ESTIVA fino a Settembre!!!
Questo non significa, ovviamente, che non apriremo più questo blog, e che se vi trovate fra queste pagine virtuali, ora o nei giorni a seguire, qeusto debba essere necessariamente l’ultimo post o non possiate comunque navigare su quelli vecchi e su tutte le storie che restano presenti, o che se lasciate un commento non verrà visto.
Significa solo che per poter gustare altre novità, bisognerà però aspettare. Auguriamo così un ottimo proseguimento a tutti voi ed ai nuovi lettori che nel frattempo potranno affezionarsi a noi!
La Mela e la Candela
Ehi!
Va bene, va bene, dopo l’ultima grade novità ci siamo un po’ sopiti. Sarà perchè abbiamo veramente moooltoo da fare, o perchè si avvicina sempre più la pausa estiva. Non preoccupatevi, qualcosa di nuovo lo faremo sempre uscire, per ora vi chiadiamo ancora un po’ di pazienza….
Fine tema?!
Speriamo e crediamo di sì. Come al solito vi abbiamo riempito di post delucidandovi sui “dietro le quinte”. Per ora (fermo restando che dobbiamo ancora ricaricare “Storia di un posto a sedere” incidentalmente eliminata) siamo pronti a continuare su questo andazzo, ci auguriamo di non avervi dato troppi fastidi e che troviate il nuovo template più stimolante del primo. A presto!
Ancora template!
Insomma, ri-ricambiamo grafica?!
Certo!!! Stiamo studiando la migliore soluzione qui possibile, presto sarà tutto più stabile, non preoccupative e “godetevi” anche voi questi piccoli aggiornamenti e cambiamenti…!!!
…
Caratteri risolti,… (diciamo di sì). Proseguiamo con il solito entusiasmo!
Ooppss…!!!
Bene abbiamo cambiato la grafica di questo blog e siamo abbastanza soddisfatti…, o almeno quasi completamente. I caratteri sono molto piccoli e non sembra così facile ingrandirli a piacimento. Cmq, tutte le pagine (non i post) sono state modificate fino a trovare una soluzione appetibile (di poco più grandi) e così anche le storie, o almeno quasi tutte. Per le storie della Mela ci sono stati alcuni problemi dovuti ai caratteri iniziali con cui erano state caricate, quindi devono essere stabilite completamente (ma sono sempre leggibili, ovviamente!)
La Candela si scusa con i lettori e con la stessa Mela, la quale, all’oscuro di tutto, si gode un meritatissimo week end, ma non sa, che per sbaglio… la Candela gli ha appena cancellato una storia!!!
Così se non trovate più l’avvincente “Storia di un posto a sedere” è solo per uno sbaglio che sarà presto risolto. Vi aspetiamo, come al solito, numerosi fra le nostre nuove pagine.
P.s.
P.S.: abbiamo ancora qualche problema a realizzare un buon carattere e un adeguato corpo del testo per le stroie qui presentatate. Per ora c’è un po’ di confusione, ma rimedieremo presto!
Attenzione: tema cambiato!
No, non vi preoccupate, siete sempre fra le pagine della Mela e della Candela, abbiamo solo cambiato il template, la grafica di questo blog. WordPress ci consente pochi arrangiamenti, per quanto riguarda le modifiche (mentre ha altri pregi).
Speriamo però che in questa maniera possa essere più utile anche per voi. Abbiamo perso la nostra cara immagine di “testata”, ma abbiamo guadagnato due colonne, una a destra e una a sinistra che dovrebbero facilitarvi la navigazione. Ovviamente nulla è definitivo. Per ora proviamo così, poi potremo sempre cambiare o ritornare al vecchio stile.
Se voi volete dirci la vostra, come sempre, siete bene accetti.
A presto!
la mela e la candela






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